Ridurre e donare

L’IMPEGNO DI COOP PER RIDURRE LO SPRECO ALIMENTARE

Coop considera da sempre l’azione volta a ridurre lo spreco alimentare e di risorse come una componente fondamentale del più generale impegno per la tutela dell’ambiente, agendo in un’ottica di economia circolare, come afferma nella Carta dei Valori delle Cooperative di Consumatori e ha confermato con la sottoscrizione della Carta di Milano ad Expo 2015.

Recentemente ha realizzato un’indagine approfondita che raccoglie l’esperienza maturata dalle Cooperative di consumatori in tema di lotta allo spreco, pubblicata all’interno del Libro bianco Coop sullo spreco alimentare. Alla ricerca Un'analisi in casa Coop  hanno partecipato Coop Alleanza 3.0, Unicoop Firenze, Unicoop Tirreno, Coop Centro Italia, Coop Lombardia, Nova Coop, Coop Liguria, Coop Reno e Coop Unione Amiatina, che rappresentano oltre l’95% della rete di vendita. I dati riportati sulle pagine dedicate a Coop fanno riferimento a questa analisi.

    Per contribuire a ridurre gli sprechi alimentari Coop declina il proprio impegno su più fronti:
    - introducendo un sistema per la corretta formulazione degli ordini merceologici che consente di evitare il rischio di overstock;
    - adottando la pratica dell’inventario permanente a punto vendita per stimare le scorte e non accumulare eccedenze;
    - offrendo formati ridotti monodose e prodotti sfusi per non incentivare acquisti eccessivi;
    - applicando una forte scontistica ai prodotti alimentari prossimi alla scadenza per ridurre le eccedenze;
    - donando i prodotti invenduti ad associazioni di solidarietà sociale che si occupano di persone in difficoltà o ad organizzazioni di tutela e assistenza degli animali;
    - organizzando iniziative di sensibilizzazione sul consumo consapevole rivolte ai soci e clienti;
    - promuovendo programmi di sostegno alla didattica scolastica, attraverso il progetto Sapere Coop attivo da oltre 35 anni;
    - conferendo i rifiuti ad enti che si occupano del loro recupero o trasformazione in materie prime secondarie per l’industria, in compost e bioenergia.

    LE ECCEDENZE

    L’ANALISI DELLE ECCEDENZE ALIMENTARI IN CASA COOP

    La ricerca Un’analisi in casa Coop, pubblicata all’interno del Libro bianco Coop sullo spreco alimentare, parte dall’analisi delle eccedenze alimentari generate nella gestione dei punti di vendita delle Cooperative.

    Infatti, per quanto le Cooperative operino secondo criteri improntati a prevenire gli sprechi, grazie all'ottimizzazione delle gestioni commerciale e logistica, si generano inevitabilmente dei volumi di generi alimentari non più vendibili, ma ancora perfettamente consumabili. A questo contribuisce l’adozione di elevati standard qualitativi e di servizio, quali l'impegno ad assicurare l'assortimento completo e fresco sui banchi fino al momento della chiusura del punto di vendita, e il ritiro dalla vendita alcuni giorni prima della data di scadenza, oppure per modesti difetti della confezione esterna o, ancora, per il non ottimale aspetto esteriore.

    Dall’indagine è emerso che la principale causa di “perdite” a punto vendita sono le avarie dei prodotti, fra le quali anche i deterioramenti generati dall’interruzione della catena del freddo a causa di guasti agli impianti frigoriferi. Sotto la stessa causare sono ricomprese anche le rotture, ovvero i danneggiamenti accidentali dei prodotti avvenuti durante le operazioni di movimentazione, oppure causati dai clienti durante la permanenza in negozio. Le maggiori eccedenze derivano dai reparti freschissimi (macelleria, pescheria, banco taglio dei salumi e latticini, panetteria e pasticceria, gastronomia, frutta e verdura).

    Il rapporto tra i dati delle vendite e quelli delle eccedenze nei reparti food indica che, in Coop, l’incidenza negli anni presi in esame dalla ricerca – dal 2013 al 2016 – oscilla da un minimo dell’1,26% ad un massimo dell’1,40%. Inoltre, poiché l’analisi è stata condotta sulla base delle categorie assunte dallo studio Dar da mangiare agli affamati: le eccedenze alimentari come opportunità del Politecnico di Milano, è anche possibile confrontarne i risultati.

    Nello specifico nello studio del Politecnico di Milano, riferito al 2012, l’incidenza delle eccedenze della grande distribuzione italiana è pari 2,3%. Se a questo dato si raffronta quello del 2013 di Coop – l’esercizio temporalmente più vicino – pari all’1,26%, emerge un differenziale di oltre 1 punto percentuale a favore del mondo Coop. Se poi si sottrae anche la parte di eccedenza avviata a donazione il dato Coop scende ulteriormente portandosi all’1,03%.

    IL MODELLO COOP PER RIDURRE E DONARE LE ECCEDENZE ALIMENTARI