Troppi sprechi alimentari in Europa, ma la Legge Gadda salva l’Italia


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Troppi sprechi alimentari in Europa, ma la Legge Gadda salva l’Italia

In Europa il 42% dei prodotti acquistati si rovina o scade prima di essere consumato e produce uno spreco che si ripercuote negativamente sull’ambiente ma anche sul bilancio familiare. In Italia si sprecano 145 chili di cibo a testa, per un valore pari a 500 euro per ogni nucleo familiare.

Questi i numeri di uno studio del Bcfn, Barilla center for food and nutrition. I paesi europei che più stanno lavorando per ridurre gli sprechi e mettere in campo un circolo virtuoso sono Francia, Germania e Spagna, ma anche l’Italia non sta a guardare. Qualcosa si sta muovendo, guardando al confronto i dati del 2016 e del 2017. Il merito è soprattutto dell'introduzione della Legge 166/2016, la legge Gadda, contro gli sprechi alimentari e farmaceutici. La semplificazione delle procedure per la donazione degli alimenti invenduti, riduce la quantità che finisce nella spazzatura, soprattutto a favore degli indigenti. In Italia l'industria spreca il 2,3% del cibo prodotto.

Vytenis Andriukaitis della European Commissioner for Health and Food Safety ha ribadito, in occasione della Giornata della Terra, quanto combattere lo spreco di cibo sia una priorità in Europa.

Perché salvare il cibo dallo spreco significa:

- combattere la fame

salvando il cibo per la ridistribuzione a chi ne ha più bisogno, infatti, possiamo anche aiutare a sradicare la fame e la malnutrizione;

- avere dei vantaggi economici

prevenire gli sprechi alimentari fa risparmiare denaro per ogni anello della filiera: agricoltori, aziende e famiglie. Una catena alimentare in cui le perdite alimentari sono ridotte al minimo e il valore alimentare è massimizzato, può sostenere la creazione di nuovi posti di lavoro e servizi;

- evitare la pressione sulle limitate risorse naturali e sull’ambiente

lo spreco di cibo genera, infatti, l’8% delle emissioni globali di gas serra.